Tre famiglie di cantieri italiani
Sarnico sul lago d’Iseo, Como e Laglio, Marcon, la laguna di Venezia, Rovereto: da qui vengono le barche elettriche di questa pagina. Abbiamo aperto i siti di Riva, ER Innovation e GardaSolar e la scheda tecnica che Repower pubblica per il suo taxi Lucietta, tutti il 30 ottobre 2026. Motori, batterie e autonomie li trovi su tre di loro; un listino, con il modello e la cifra uno accanto all’altra, su nessuno.
Sono aziende di taglia molto diversa. C’è il marchio di un grande gruppo con una sola ammiraglia elettrica, la Riva El-Iseo del Ferretti Group. Ci sono i piccoli cantieri di lago e di laguna che montano la propulsione elettrica su scafi in legno o di linea tradizionale: il Cantiere Ernesto Riva sul lago di Como, la Falegnameria Artigianale Pesce di Marcon, il Cantiere Motonautico Serenella in laguna. E ci sono i costruttori di motori, come GardaSolar a Rovereto.
La divisione in tre famiglie è nostra, e serve a capire se stai guardando un grande marchio, un cantiere di lago o soltanto un motore. I cantieri del resto d’Europa, da Candela a Frauscher, stanno nella guida alla barca elettrica; qui restiamo in Italia.
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| Cantiere o marchio | Dove | Barca | Propulsione | Prezzo in rete |
|---|---|---|---|---|
| Riva (Ferretti Group) | Sarnico, lago d’Iseo | El-Iseo, runabout da 8,40 m | Elettrica, 250 kW e 150 kWh | Nessuno |
| ER Innovation, scafi del Cantiere Ernesto Riva | Como, base nautica a Laglio | Ernesto, Elettra, Enext | Elettrica, 100 kW, da 60 a 180 kWh | Su richiesta |
| Repower con Nauta Yachts e Cantiere Motonautico Serenella | Laguna di Venezia | Lucietta, taxi per 14 persone | Elettrica, 200 kW e 182,25 kWh | Nessuno sulla scheda |
| GardaSolar con la Falegnameria Artigianale Pesce | Rovereto e Marcon | 1600 Dogado, motoscafo in legno | Motori elettrici GardaSolar | Nessuno in home page |
Riva El-Iseo, l’elettrica di Sarnico
La El-Iseo prende lo scafo della Riva Iseo, 27 piedi (8,40 metri) per 2,5 di larghezza, e ci monta un motore elettrico Parker GVM310 collegato a un piede poppiero: 250 kW, con un picco di 300. Riva l’ha presentata il 10 aprile 2024 come primo modello del suo segmento E-Luxury. In crociera dichiara 25 nodi, e la velocità massima è limitata a 40.
Le batterie sono di Podium Advanced Technologies: 150 kWh a 800 V, divise in due blocchi indipendenti, sigillati e raffreddati a liquido. Si caricano in modalità normale o rapida, e il cantiere dichiara dal 20 all’80% in 75 minuti.
Le tre modalità di guida hanno nomi da spartito: Adagio entro i 5 nodi e fino a 10 ore, Andante fino a 25 nodi in planata, Allegro a 40. Al 20% di carica, per Riva una decina di miglia, la barca passa da sola in Adagio.
Secondo Riva è il primo motoscafo tutto elettrico ad aver ottenuto la certificazione RINA di categoria B, quella delle barche pensate per vento fino a forza 8 compresa e onde significative di 4 metri e oltre.
Quanto costi, il comunicato non lo dice, e sul sito di Riva non abbiamo visto cifre.
Le lance elettriche del lago di Como
ER Innovation ha la sede legale a Como e la base nautica a Laglio. Vende barche in legno tutte elettriche, e sul sito scrive che a produrle, in esclusiva, è il Cantiere Ernesto Riva. I modelli sono tre: Ernesto è l’E-Tender, Elettra l’E-Vaporina, Enext l’E-Runabout. Un quarto, Evolution, è annunciato come in arrivo.
La storia dei modelli, sul sito, parte dal 2019 con l’Elettra, che ridisegna le classiche barche del Lario di fine Ottocento. Nel 2020 arrivano le colonnine di ricarica in alcune darsene e in alberghi di lusso del lago, nel 2021 un nuovo pacco di propulsione sviluppato con Mac Engineering. L’Enext esce nell’autunno del 2022.
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| Modello | Misure | Peso senza batterie | Batteria | Velocità massima | Persone | Autonomia dichiarata |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Ernesto (E-Tender) | 7,70 × 2,32 m | 1.300 kg | 60 kWh | 33 nodi | 7 | 8 ore a 7 nodi, 4 a 15 |
| Elettra (E-Vaporina) | 9,90 × 2,75 m | 2.400 kg | 180 kWh | 25 nodi | 12 | 10 ore a 7 nodi, 5 a 12 |
| Enext (E-Runabout) | 6,70 × 2,20 m | 1.150 kg | 60 kWh | 26 nodi | 6 | 7 ore a 7 nodi, 4 a 13 |
L’Elettra ha una storia di lavoro alle spalle. Secondo il cantiere, in cinque anni una di queste barche ha portato più di 1.500 turisti fra gli alberghi a cinque stelle del lago, con circa 50.000 litri di carburante risparmiati, ed è in servizio fisso a Villa d’Este dal 2020. Nel 2021 ha ricevuto il premio «Best sustainable boat of the Lombardy lakes».
Ogni modello, sul sito, è su richiesta. Il motore da 100 kW supera la soglia dei 30 kW della patente, e nella fascia dei primi 50 metri dalla riva l’ordinanza lombarda ammette solo motori elettrici «con potenza non superiore a 3HP», sotto i 5 nodi. Ne deduciamo che anche queste lance restano fuori dalla fascia, salvo per attraccare.
In laguna l’elettrico va piano
Per le barche private della laguna il motore elettrico non è un obbligo, almeno nelle norme che abbiamo letto. A farlo scegliere, per come la vediamo, sono le andature basse e il moto ondoso.
Quando nel 2022 il Comune ha messo a gara due taxi acquei per il suo Servizio Cerimoniale, ha chiesto barche ibride. Il capitolato tecnico voleva un diesel con piede poppiero da almeno 270 CV (199 kW) e un motore elettrico da almeno 30 kW, in ibrido parallelo. Con ciascuna delle due propulsioni da sola la barca doveva tenere i 5 km/h; in diesel doveva arrivare almeno a 50 km/h, in elettrico almeno a 10. E a concorrere potevano solo ditte con una base nella laguna di Venezia.
Il taxi tutto elettrico lo hanno fatto in tre: Repower, lo studio Nauta Yachts che lo ha disegnato ispirandosi al taxi veneziano e il Cantiere Motonautico Serenella che lo ha costruito. Si chiama Lucietta e ha debuttato al Salone Nautico di Venezia. Superyacht24, il 14 luglio 2025, lo presentava come il primo taxi interamente elettrico pensato per il servizio pubblico della laguna.
La scheda tecnica di Repower, versione 09/2025, descrive una barca da 9,27 metri per 2,25 che porta 14 persone, con lo scafo in carbonio riciclato lavorato per infusione. Pesca mezzo metro e pesa 4.000 kg a vuoto, 5.300 a pieno carico. Sotto c’è un motore da 200 kW con un piede poppiero Konrad a doppia elica. Le batterie al litio sono nove moduli da 20,25 kWh, 182,25 kWh in tutto, a 600 V, e si caricano con prese Type 2 o CCS2 fino a 120 kW. La velocità di lavoro è di 11 nodi; a vuoto, Repower stima una punta di 30.
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| Velocità | Carico medio | Pieno carico |
|---|---|---|
| 3 nodi | 39 ore | 31,8 ore |
| 4 nodi | 31,2 ore | 25,4 ore |
| 6 nodi | 19,5 ore | 16 ore |
| 11 nodi | 4 ore | 3,2 ore |
A 11 nodi il pacco dura 4 ore, a 6 quasi venti. Sulle andature lente della laguna una batteria rende il massimo: i numeri sono del costruttore, la lettura è nostra.
Repower fa anche il conto della corrente. Una ricarica dal 20 al 100% mette in batteria 144 kWh. Alla presa di casa, con l’energia a 0,25 €/kWh, costerebbe circa 36 €. A una colonnina in alternata a 0,60 €/kWh si sale a circa 86 €, in continua a 0,80 €/kWh a circa 115 €. Sono ipotesi del costruttore, non prezzi di mercato. Sui tempi la scheda è più concreta. Con 7 kW la stessa ricarica chiede 20,6 ore, alla colonnina da 120 kW ne bastano 1,2.
Ogni lago ha la sua legge sul motore
Il caso più netto è nel Lazio. Per Bracciano e Martignano vale il regolamento per la sicurezza della navigazione lacuale della Città metropolitana di Roma Capitale (delibera del Consiglio metropolitano n. 15 del 19 aprile 2021). L’articolo 2, comma 3 vieta i natanti con motore a combustione e richiama due leggi regionali del Lazio, la 2 del 7 gennaio 1987 e la 36 del 25 novembre 1999. Il comma 4, lettera d, ammette le «unità a motore con propulsione elettrica».
La Lombardia regola invece una striscia d’acqua. L’ordinanza 58600 del 1997 del Presidente della Giunta regionale (Titolo I, punto 1) riserva i primi 50 metri dalla riva, su Como, Lugano, Maggiore e Iseo, a vela, remi, pedalò, tavole a vela e «natanti muniti di motore elettrico con potenza non superiore a 3HP (2,208 Kw), ad una velocità inferiore a 5 nodi». Il motore a scoppio entra nella fascia solo per partire, attraccare o attraversarla in perpendicolare. Fra 50 e 150 metri dalla riva il limite è di 10 nodi (punto 2).
Il regime lombardo dei laghi minori, come Varese, Monate e Comabbio, ammette motori elettrici con lo stesso tetto di potenza; il testo di ciascun lago non lo abbiamo controllato.
In Trentino la legge provinciale 9/2001, del 15 novembre 2001, ragiona per superficie. Sui laghi provinciali diversi dal Garda l’articolo 33, comma 1 tiene fuori il motore termico. Fanno eccezione i laghi oltre il chilometro quadrato, dove il termico entra fino a 3 kW.
Poi ci sono i laghi dove la corrente non basta. Per la parte trentina del Garda la stessa legge provinciale, all’articolo 14, comma 3, richiama la «vocazione […] alla navigazione a vela» dell’alto lago e stabilisce che «è vietata la navigazione delle unità a motore». La determinazione 3976 del 21 aprile 2026 della Provincia autonoma di Trento ripete il divieto, «salvo autorizzati». Il testo parla di unità a motore e non di carburante: a nostro avviso vale anche per una barca elettrica privata.
In Veneto il divieto è ancora più largo. La legge regionale 49 del 6 maggio 1985, all’articolo 1 nel testo riscritto dalla legge regionale 38/2004, vieta su tutti i laghi della regione di usare o ormeggiare «natanti con motore di qualunque specie (elettrico e a combustione interna)». Restano fuori il Garda, che ha regole sue, il lago di Santa Croce e i serbatoi bellunesi, dove un regolamento provinciale può ammettere le barche elettriche a batteria. L’articolo 2 esenta soccorso, polizia, pescatori di professione, le barche di assistenza alle gare e quelle autorizzate al trasporto di merci; l’articolo 3 lascia spazio a deroghe per le manifestazioni. Chi viola il divieto paga una sanzione, e chi ci ricade rischia la confisca (articolo 4).
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| Regime | Dove | Atto |
|---|---|---|
| Termico vietato, elettrico ammesso | Bracciano e Martignano; laghi trentini sotto 1 km²; fascia dei 50 m sui grandi laghi lombardi | Regolamento metropolitano 2021, art. 2; L.P. Trento 9/2001; O.P.G.R. Lombardia 58600/1997 |
| Ogni motore vietato, elettrico compreso | Laghi veneti fuori dal Garda; Garda trentino per le barche private | L.R. Veneto 49/1985, art. 1; L.P. Trento 9/2001, art. 14 |
| Termico ed elettrico ammessi con le regole generali e del lago | Gran parte di Como e del Maggiore; Garda lombardo e veneto | Codice della nautica e regolamenti dei singoli laghi |
Sui tre grandi laghi del Nord
Il lago di Como ha due ragioni per accogliere la barca elettrica. Nella fascia dei 50 metri a riva entra solo il piccolo motore elettrico, e dal 2020, racconta il costruttore, un’Elettra fa servizio fisso a Villa d’Este.
Il Garda è diviso. Nella punta trentina, quella di Riva del Garda, la barca a motore privata non naviga, elettrica o no, se leggiamo bene la legge provinciale. Sulle sponde lombarda e veneta valgono le regole generali e quelle del lago, e lì termico ed elettrico convivono.
Il Maggiore, sulla sponda lombarda, condivide con Como la fascia dei 50 metri, e qui il segnale più chiaro viene dall’operatore pubblico. Navigazione Laghi ha messo in linea la Topazio, una motonave ibrida diesel elettrica costruita fra il 2020 e il 2021 dal cantiere Cartubi di Trieste: una trentina di metri, 12 nodi di punta, 200 posti. Per il lago di Como lo stesso cantiere ha varato a Dervio, nel novembre 2025, un’ibrida da 35 metri e 350 posti.
Chi cerca spiagge e noleggi per uscire in tavola ha le sue guide, al lago di Como in efoil, al lago di Garda e al lago Maggiore in efoil. In barca il servizio pubblico di Maggiore e Como ha scelto l’ibrido; il tutto elettrico resta alle lance d’albergo e alle barche private.
Quando la barca elettrica chiede la patente
Le barche italiane di questa pagina stanno tutte sopra i 30 kW: 250 la El-Iseo, 200 la Lucietta, 100 i motori di ER Innovation. Quella soglia la fissa il Codice della nautica da diporto (decreto legislativo 18 luglio 2005, n. 171): l’articolo 39, comma 1, chiede la patente nautica oltre le sei miglia, su una moto d’acqua e, nelle acque interne o entro le sei miglia, con un motore «comunque con potenza superiore a 30 kW o a 40,8 CV». Di motori elettrici il testo non parla. Sotto quelle soglie il comma 3 non chiede patente, ma fissa un’età minima: 18 anni per le imbarcazioni, 16 per i natanti.
La nostra lettura, che non è un’interpretazione ufficiale, è che la patente segua la potenza e non il carburante. Una barca elettrica fino a 30 kW, sui laghi o entro le sei miglia, si guida senza. L’E-Drive da 170 kW di una RAND GT 28 la richiede come un motore a benzina.
La barca elettrica senza patente è quindi un’altra cosa: uno scafo piccolo, fino a 30 kW, su un lago le cui regole lo ammettono. Nella fascia dei 50 metri dei grandi laghi lombardi il tetto scende ancora, ai «3HP» dell’ordinanza.
Il fondo MIMIT del 2024 è chiuso
L’Italia ha avuto un incentivo per il motore elettrico in barca, ed è durato una stagione. La legge 27 dicembre 2023, n. 206, all’articolo 13, ha istituito al Ministero delle imprese e del made in Italy (MIMIT) un fondo per la nautica da diporto sostenibile, «con la dotazione di 3 milioni di euro per l’anno 2024». Pagava contributi per sostituire i motori a combustibile fossile con motori elettrici.
Il comma 2 legava il contributo all’acquisto di un motore elettrico e dell’eventuale pacco batterie «con contestuale rottamazione di un motore endotermico». Il comma 3 lo teneva nei limiti del de minimis europeo (regolamento UE 1407/2013).
Il decreto direttoriale MIMIT dell’11 marzo 2025 ha aperto le domande sulla piattaforma di Invitalia dalle 12 dell’8 aprile 2025 alle 12 dell’8 maggio 2025 (articolo 3, comma 1), con 3.000.000 € di risorse (articolo 2, comma 2). La finestra, secondo la stampa di settore, è stata prorogata più volte, l’ultima fino al 1º ottobre 2025, con un contributo fino al 50% della spesa ammissibile. Le stesse fonti danno un tetto per motore di 2.000 € per un fuoribordo con batteria integrata e di 10.000 € per tutto il resto, cioè fuoribordo con batteria esterna, entrobordo, entrofuoribordo e pod.
A chi pensava a una barca nuova quel fondo non dava nulla. Pagava il motore elettrico e le batterie che prendevano il posto di un motore rottamato, è stato finanziato una volta sola e oggi è chiuso.
Azimut e Baglietto portano l’ibrido sugli yacht
Azimut presenta la serie Seadeck come la prima serie al mondo di yacht ibridi per famiglie. Il Seadeck 6 misura 17,25 metri, monta tre Volvo Penta IPS 500 e arriva a 30 nodi. La parte elettrica si chiama Zero Emission Hotel Mode: un pacco da 46,4 kWh che all’ancora fa girare aria condizionata e stabilizzatori, fino a 4 ore di giorno e 8 di notte.
Baglietto, cantiere della Spezia, ha lavorato con Siemens Energy e CGT su un ibrido parallelo: un diesel Caterpillar C32 e una macchina elettrica da 180 kW che fa da motore e da generatore d’asse.
Sul Seadeck 6 l’ibrido serve la vita a bordo all’ancora; a spingere resta il diesel. Un listino, sui siti dei due cantieri che abbiamo letto, non compare. Come funzionano l’ibrido in serie e quello in parallelo lo spieghiamo nella pagina sulla barca ibrida.
Quello che si legge a Nyköping e non a Sarnico
Chi arriva ai siti italiani dopo quelli danesi, svedesi e austriaci trova un’abitudine diversa. Lì il prezzo si legge in rete, almeno quello di partenza.
La danese RAND stampa i prezzi «da» sulla pagina dei modelli: da 49.900 € per la Serene 20 a 569.900 € per la Escape 44, senza dire lì se l’IVA è compresa. Il configuratore della GT 28, model year 2027, è più preciso: 179.900 € a benzina e 269.900 € con l’E-Drive da 170 kW e 78 kWh, IVA, consegna e immatricolazione escluse. La svedese X Shore parte da 129.000 € per la X Shore 1 e da 249.000 € per la Eelex 8000, prezzi di norma senza IVA e franco cantiere a Nyköping. L’austriaca Marian va da 41.000 € IVA esclusa per la Eclipse 580 a 238.000 € per la M 800 Spyder.
Due marchi fanno eccezione a metà. Sulle pagine di Frauscher il prezzo non c’è, ma i comunicati di Porsche al lancio lo davano: 561.700 € netti per la 850 Fantom Air First Edition l’8 ottobre 2023, 572.934 € netti per la 850 Fantom il 9 dicembre 2024. Li abbiamo letti il 12 settembre 2026. Candela non mette un prezzo sulla pagina della C-8; al lancio, nell’agosto 2021, costava 330.000 € IVA esclusa, con una batteria da 44 kWh. Oggi ne monta una da 69 kWh e, secondo il costruttore, percorre 57 miglia a 22 nodi sulle ali.

Sui siti italiani letti per questa pagina, cioè Riva, ER Innovation, la scheda della Lucietta e GardaSolar, un prezzo non lo abbiamo trovato, ed ER Innovation lo dà solo su richiesta. Ne ricaviamo che una barca elettrica italiana si compra su preventivo. Quanto possa costare non lo stimiamo. I prezzi che invece esistono sono raccolti nella guida ai prezzi delle barche elettriche.
Con i dati tecnici va al contrario. Riva, Repower ed ER Innovation pubblicano motore, batteria, velocità e autonomie, e le tre barche più grandi, El-Iseo, Lucietta ed Elettra, hanno batterie più capienti di ogni barca nordica della tabella qui sotto.
Più del prezzo, a nostro modo di vedere, separa le due scuole l’uso. Le nordiche sono barche di serie per una giornata in planata o sulle ali. Le italiane servono un luogo: la lancia d’albergo del Lario, il taxi della laguna, il runabout di lago come la El-Iseo, sorella elettrica della Iseo costruita da Riva a Sarnico. Sul lago di Como o in laguna si tratta con un cantiere vicino; per una RAND o una X Shore si parte da un listino.
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| Barca | Batteria | Prezzo pubblicato |
|---|---|---|
| Riva El-Iseo | 150 kWh | Nessuno |
| Lucietta (Repower, Serenella) | 182,25 kWh | Nessuno |
| ER Innovation Elettra | 180 kWh | Su richiesta |
| X Shore Eelex 8000 | 126 kWh | Da 249.000 €, di norma IVA esclusa |
| RAND GT 28 E-Drive | 78 kWh | 269.900 € IVA esclusa, model year 2027 |
| Candela C-8 | 69 kWh | Nessun listino; 330.000 € IVA esclusa al lancio nel 2021, con 44 kWh |




