Barche su un grande lago in una giornata d’estate

Barca elettrica, cantieri e laghi italiani

Sette cantieri europei con i dati letti a settembre 2026 e i limiti al motore sui laghi lombardi e trentini

Ultimo aggiornamento:

Il motore sui laghi lombardi e trentini

Sulla sponda lombarda dei laghi di Como, Lugano, Maggiore e Iseo i primi 50 metri dalla riva hanno una regola scritta nel 1997. L’ordinanza del Presidente della Giunta regionale 58600 del 3 luglio 1997, Titolo I, punto 1, in quella fascia ammette vela, remi, pedali e tavole a vela. Ammette anche i «natanti muniti di motore elettrico con potenza non superiore a 3HP (2,208 Kw), ad una velocità inferiore a 5 nodi». Il motore a scoppio ci entra solo «per la partenza, l’approdo e l’attraversamento», con la prua perpendicolare alla riva. Regione Lombardia pubblica sul suo sito il testo e l’integrazione del 7 agosto 2009, che lascia intatto il punto 1: letti l’11 settembre 2026.

Quel limite non è un tetto per tutto il lago. Vale dentro i 50 metri, e più al largo la stessa ordinanza parla di velocità e non di potenza. Dentro la fascia la frase del 1997 lega due numeri, la potenza e la velocità: un elettrico sotto i «3HP» che supera i 5 nodi non ci rientra più.

L’efoil risponde agli stessi enti delle barche, dalla Provincia autonoma di Trento all’Autorità di Bacino del Lario: quale atto vale su quale acqua lo spiega la normativa per l’efoil.

In Trentino la legge parte dal divieto. La legge provinciale 9/2001, articolo 33, comma 1, sui laghi del demanio provinciale vieta «l’uso di natanti con motore a combustione interna, fatta eccezione per i laghi con superficie superiore a 1 kmq sui quali è consentito l’uso di natanti provvisti di motori di potenza non superiore a 3 Kw». Alla lettera, su un lago provinciale fino a 1 kmq il motore a combustione non entra, e su uno più grande entra solo fino a 3 kW. L’articolo non nomina il motore elettrico, e la scheda con cui la Provincia autonoma di Trento riceve le domande per i motori sopra i 3 kW scrive «motore termico»: il modulo pensa soltanto al motore a scoppio. Per un motore elettrico sopra i 3 kW la legge tace. Testo lettol’11 settembre 2026 nel Codice provinciale.

Sette cantieri, due listini pubblicati

Dei sette cantieri in tabella solo X Shore e RAND stampano un prezzo sul proprio sito. Frauscher, Marian, Greenline e Candela non pubblicano una cifra su nessun modello, e il dominio di Alfastreet risulta parcheggiato e in vendita, con una pagina di GoDaddy al posto del catalogo. Per questi cinque circolano cifre di riviste e di concessionari: senza una pagina del cantiere che le confermi, qui non entrano. Schede e listini di questa sezione sono letti il 12 settembre 2026.

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Sette cantieri europei di barche elettriche
CantierePaeseCosa costruisceModello di riferimento
FrauscherAustriaDayboat e barche sportive, elettriche dal 1955740 Mirage Air
MarianAustriaSolo dayboat elettricheM 800
AlfastreetSloveniaBarche da lago; sito del cantiere offline a settembre 202623 Cabin Electric
GreenlineSloveniaYacht da crociera ibridi ed elettriciGreenline 42
X ShoreSveziaDayboat elettriche con il prezzo pubblicatoEelex 8000
RANDDanimarcaBarche da diporto, listino di dodici modelliLeisure 28
CandelaSveziaBarche elettriche con foilC-8
Righe lette sui siti dei cantieri il 12 settembre 2026; Alfastreet viene dal nostro registro, perché il suo sito non risponde. La tabella orienta, il catalogo lo fa il cantiere.

Frauscher scrive di costruire barche elettriche dal 1955; il cantiere è nato nel 1927, ha sede a Ohlsdorf e tiene il suo porto, il Frauscher Hafen, a Gmunden. La gamma elettrica di oggi conta sette modelli. Il 650 Alassio è lungo 6,50 m e apre la serie. Si ordina con motori da 4,3 a 50 kW, e le batterie vanno da 12 a 48 kWh: fra la più piccola e la più grande la capacità quadruplica. Il 740 Mirage Air copre da 50 a 137 kW; i pacchi, da 48 a 63 kWh. L’850 Fantom nato con Porsche dichiara 400 kW di picco e 170 continui, con 100 kWh a bordo.

Marian costruisce solo dayboat elettriche a St. Wolfgang in Austria. Sulla M 800 il sito non è d’accordo con sé stesso. Il blocco in testa alla pagina dichiara 70 km/h, 200 kW e 120 kWh. La tabella sotto quel blocco elenca motori da 60, 100, 125 e 150 kW e batterie fino a 125 kWh. È la tabella da cui si configura. La M 800-R fatta con ABT è una serie di 20 esemplari: 450 kW di picco e 320 continui, con 148 kWh a bordo. Velocità dichiarata, 92 km/h, contro i 70 del blocco in testa alla pagina della M 800.

Di Alfastreet, Slovenia, non possiamo dire quasi nulla di verificato: il 12 settembre 2026 alfastreet-marine.com rimanda a una pagina di vendita del dominio e le varianti .si non rispondono. Il cantiere resta in tabella con il 23 Cabin Electric del nostro registro e con questa avvertenza accanto.

Greenline, l’altra slovena, fa ibrido dal 2008 e costruisce yacht da crociera da 39 a 58 piedi. In metri, da circa 12 a 18. La scheda della propulsione dà 7 nodi in elettrico all’ibrido H-Drive e 11 nodi (20,4 km/h) alla barca tutta elettrica E-Drive, nella cui colonna compare comunque un range extender diesel. Per la modalità diesel la stessa pagina indica un generatore da 14 kW. I modelli nuovi si chiamano Greenline 42, 50 Coupe e 50 Fly.

X Shore, Svezia, è uno dei due cantieri con il prezzo in chiaro: l’Eelex 8000 parte da 249.000 € e la X Shore 1 da 129.000 €, sul sito europeo e senza dire se l’IVA è dentro. Le due cifre non cambiano aprendo la versione del sito per l’Italia, e la barca piccola costa poco più della metà di quella grande. L’Eelex 8000 dichiara 170 kW, 126 kWh e 30 nodi, cioè 55,6 km/h. Pubblica anche le miglia a tre velocità diverse.

RAND, Danimarca, è l’altro cantiere con il listino in chiaro: dodici modelli con il prezzo accanto, dalla Breeze 20 a 39.900 € alla Lagune 44 a 499.900 €, che vale più di dodici volte il modello d’ingresso. La Leisure 28 parte da 165.900 €, trattamento fiscale non indicato. La versione base monta 170 kW con 78 kWh. Quella grande, 265 kW con 117,5 kWh. Il cantiere dichiara 30 e 40 nodi di punta. In crociera, 64 e 97 km. La stessa scheda porta 8 persone di equipaggio massimo, mentre la prosa della pagina ne fa salire 12: quando due numeri dello stesso sito non coincidono, il preventivo deve dire quale vale.

Candela, Svezia, costruisce solo barche che volano. Lo scafo si solleva sui foil e resta fuori dall’acqua, lo stesso principio di ogni barca con foil, aliscafo di linea compreso; il cantiere scrive nelle sue FAQ che così la barca consuma l’80% in meno di una a benzina della stessa misura. Il C-8 imbarca 6 persone e ha 69 kWh a bordo. In crociera tiene 22 nodi (40,7 km/h), di punta 27 (50 km/h); alla velocità di crociera dichiara 57 miglia nautiche, circa 106 km. Nelle FAQ la stessa cifra è presentata come una stima. Sul C-7 il sito si contraddice: 40 miglia nel titolo, 50 nella tabella. Candela è uno dei sei cantieri che oggi costruiscono una barca elettrica con foil.

Il nome del cantiere dice poco su come userai la barca. Per qualche ora sottocosta bastano le dayboat compatte, ed è da lì che partono i due listini pubblici: con la Breeze 20 di RAND e con la X Shore 1, che nel listino svedese sta sotto l’Eelex. Chi pensa alla crociera di più giorni guarda a Greenline. Marian, RAND e Candela si contraddicono sul proprio sito; in tutti e tre i casi il numero che vale va scritto nel preventivo prima di firmare. A bordo di queste barche non ci siamo stati, e ogni cifra viene dal sito del cantiere con il giorno della lettura.

Da gennaio 2026 i cantieri si sono mossi in fretta. Frauscher ha presentato il 790 Spectre come nuovo ammiraglio, lungo 7,92 m. Dichiara 170 kW continui, 400 di picco e 100 kWh. Il 17 agosto 2026, a Monaco, l’ha portato a 51,05 nodi, un record che pubblica il cantiere stesso. Fanno 94,5 km/h, poco sotto la velocità di punta che Frauscher dichiara per quel modello. Candela ha annunciato il 18 marzo 2026 una raccolta di 129 milioni di euro, con un comunicato sul suo sito. Marian ha messo a catalogo Evo 700, M 800 Spyder e Magic 640, accanto alla M 800 e alla M 800-R. Il sito di Alfastreet, intanto, è un dominio in vendita.

Uno yacht di lusso ormeggiato in controluce al tramonto
(immagine illustrativa)

L’autonomia dichiarata dipende dal gas

Quanta strada fa la batteria dipende soprattutto dalla velocità, e la scheda di chi la misura lo fa vedere meglio di una regola. Per l’Eelex 8000 X Shore pubblica tre autonomie a tre velocità, e sono le sole tre righe di questo tipo fra i sette cantieri.

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Autonomia dichiarata da X Shore per l’Eelex 8000
VelocitàAutonomia dichiarataIn chilometri
5 nodi100 miglia nautichecirca 185 km
20 nodi32 miglia nautichecirca 59 km
30 nodi28 miglia nautichecirca 52 km
Scheda xshore.com letta il 12 settembre 2026; chilometri calcolati da noi con il miglio nautico a 1.852 m.

Da 5 a 30 nodi la velocità si moltiplica per sei e le miglia si dividono per quasi quattro: con la stessa batteria da 126 kWh si passa da 185 a 52 km, arrotondati. X Shore è l’unico dei sette a metterlo in numeri. RAND dà un dato di crociera per motorizzazione, 64 km con la base da 78 kWh e 97 km con la grande da 117,5 kWh, e Candela una cifra sola, le 57 miglia del C-8 alla sua andatura di crociera. Frauscher, per il 790 Spectre presentato a gennaio 2026, scrive 45 km alla velocità di crociera e 95 km/h di punta, senza dire quante miglia restano se tieni la seconda.

Il salto grosso arriva prima della planata. Da 5 a 20 nodi l’Eelex 8000 perde più di due terzi delle miglia, da 20 a 30 nodi ne perde solo quattro. In chilometri, da 185 a 59 nel primo tratto e da 59 a 52 nel secondo. Quando la carica scende, togliere qualche nodo in planata serve a poco: le miglia tornano sotto i 20 nodi. Dove il porto ha una presa, una sosta lunga a terra diventa qualche ora di ricarica.

Pontili di un porto turistico visti dall’alto, con le barche ai posti barca
(immagine illustrativa)

Candela in volo

Il C-8 del video e il traghetto P-12 hanno una scheda a parte: barche Candela

Un motore elettrico per la barca che hai già

Per passare all’elettrico non serve un cantiere. Sulla barca a remi, sul tender o sul piccolo cabinato a vela basta cambiare il fuoribordo, e la spesa resta lontana da quella di una barca nuova. Le marche sono quattro, e per tre di loro le fonti sono lette il 12 settembre 2026.

Torqeedo è di Yamaha Motor: la vendita da parte di DEUTZ si è chiusa il 3 aprile 2024, secondo il comunicato dello stesso Torqeedo. Yamaha aveva annunciato l’accordo il 19 gennaio 2024. La pagina dei fuoribordo divide la gamma in famiglie per potenza equivalente a benzina: ogni motore è messo accanto al fuoribordo a scoppio che può sostituire. Travel Ultralight copre da 1 a 3 CV e Travel va da 2 a 5: sono i due portatili. Cruise, da 6 a 25 CV, è la famiglia sopra. Quella pagina non stampa i watt per modello, e non li abbiamo cercati in altre fonti: qui i CV restano CV, come li scrive Torqeedo.

ePropulsion gioca nella stessa fascia di potenze, con i portatili Spirit a batteria integrata e i Navy per le potenze più alte. Senza una lettura datata delle sue schede, qui non compare nessun numero.

Fra i grandi del fuoribordo, Mercury ha la serie Avator: 7.5e, 20e, 35e, 75e e 110e. Le batterie estraibili valgono per i tre piccoli, 7.5e, 20e e 35e. Il comunicato Brunswick del 4 giugno 2024, che presenta 75e e 110e, parla invece di batterie da 5.400 Wh collegate attraverso un Power Center, fino a quattro. Sul sito di Mercury non siamo riusciti a entrare, e qui fa fede il comunicato di Brunswick.

Il Remigo, sloveno, è un fuoribordo a forma di pala di timone, con batteria e motore nella stessa lama. Nella tabella di confronto su remigo.eu il RemigoOne pesa 12 kg e assorbe 1 kW. Neo e Go pesano 13 kg e salgono a 1,5 kW in Boost. Il costruttore traduce le due potenze in 3 e 4 CV, e la batteria è da 1.085 Wh.

Fra i quattro le distanze sono grandi. Il RemigoOne, con la batteria da 1.085 Wh chiusa nella lama, sta a un estremo; all’altro un Avator 110e lavora con un massimo di quattro batterie da 5.400 Wh, cioè 21.600 Wh, calcolo nostro sul comunicato. Il peso della barca carica decide il motore. Su un tender o su una barca leggera basta un portatile da pochi CV: lo sollevi da solo e ricarichi la batteria a casa. Uno scafo pesante, con più persone a bordo, vuole un motore fisso che resta in barca insieme alla batteria. Specchio di poppa e peso dello scafo sono le misure da portare al rivenditore prima dell’ordine, perché da quelle dipende se il motore si monta.

Noleggio e ricarica in porto

Chi vuole provare una barca elettrica di solito la noleggia prima di pensare a comprarla. Foilfun non tiene un elenco dei noleggiatori di barche elettriche in Italia; quello che aggiorniamo con la data del controllo, per scuole e noleggi di tavole, è il noleggio efoil. Per la barca si chiede al porto turistico o al circolo del lago dove vuoi uscire: sono loro a sapere chi noleggia in zona.

Prima di prenotare metti per iscritto quattro domande: quanto dura il turno, se la barca arriva con il pacco pieno, chi paga la corrente se rientri scarico e quanti kW ha il motore. Fatti scrivere l’ultimo numero nella conferma: sulla potenza del motore l’operatore non deve andare a memoria. Sulla sponda lombarda quel dato conta anche vicino a riva, dove l’ordinanza del 1997 ammette i motori elettrici fino a «3HP» e sotto i 5 nodi.

Una mappa italiana della ricarica in porto non l’abbiamo trovata. Si sa invece cosa chiede la barca. Il C-8 di Candela carica a 11 kW in corrente alternata e riempie i suoi 69 kWh in 6,5 ore, più o meno una notte all’ormeggio. In corrente continua accetta 135 kW, dove il porto li ha. Si carica nelle ore in cui la barca non esce: la notte all’ormeggio, la sosta lunga a terra. Nel comunicato del 12 settembre 2024 sulla traversata del Baltico, che presenta come un record, Candela conta 150 miglia nautiche e 213 kWh comprati lungo la rotta. La spesa di corrente, scrive, è stata da 40 a 50 €.

La ricarica di una barca a noleggio tocca all’operatore. Di norma la barca ti arriva carica per il turno prenotato; se il contratto non lo scrive, chiedilo prima di partire. Nei fine settimana d’alta stagione i turni buoni finiscono presto. Con la famiglia a bordo una barca da sei a otto posti è più comoda di una piccola. Fuori dal porto lascia spazio alle barche a vela e a chi nuota vicino a riva.

Barche ormeggiate in un porto turistico d’estate
(immagine illustrativa)

Cosa cambia a bordo senza il fuoribordo a scoppio

Con l’elettrico spariscono tre gesti che sulla barca a benzina fanno parte della giornata: il pieno alla tanica, la pulizia dell’alone d’olio a poppa, il fumo all’avvio. Al minimo il motore non vibra e non si sente. Il suono che rimane è l’acqua sullo scafo.

Candela misura la differenza nei consumi: sulla sua barca a foil dichiara l’80% in meno rispetto a una barca a benzina della stessa taglia. Quello che si vede dal pontile è più semplice: niente alone dietro la poppa e niente tanica nel bagagliaio. Senza scarico vanno anche la tavola da surf elettrica e l’efoil, con pacchi da pochi kWh.

Un motoscafo in legno in velocità su una laguna
(immagine illustrativa)

Noleggiare, convertire o comprare

Il noleggio non ti lascia niente da mantenere né da mettere a secco d’inverno, e basta per chi esce poche volte o vuole farsi le ore prima di spendere. Convertire tiene lo scafo che già conosci: cambia solo la poppa, dove va un Torqeedo Travel o un ePropulsion Spirit. Un Remigo da 12 kg torna a casa con te la sera. Comprare nuovo è l’impegno più lungo, con posto barca e rimessaggio a tuo carico ogni anno.

Conta soprattutto quante uscite fai in un anno. Chi va in acqua ogni settimana può spendere meno con una barca sua che sommando i noleggi; per tre giri d’estate il noleggio resta la strada più semplice. I due listini pubblici danno la scala: da 39.900 € a 499.900 € in casa RAND, da 129.000 € in casa X Shore, mentre Frauscher, Marian e Candela fanno un preventivo. Il cantiere o l’operatore ti dà il prezzo vero, e la prova in acqua viene prima della firma.

Domande frequenti

Quali cantieri europei costruiscono barche elettriche?

Sette, quelli in tabella: Frauscher e Marian in Austria, Alfastreet e Greenline in Slovenia, X Shore e Candela in Svezia, RAND in Danimarca. Nessuno dei sette è italiano: i più vicini ai nostri laghi sono i due austriaci e i due sloveni.

Quanto costa una barca elettrica nel 2026?

Sul listino RAND, il solo completo, si va da 39.900 € (Breeze 20) a 499.900 € (Lagune 44); la Leisure 28 parte da 165.900 €. X Shore chiede da 129.000 € per la X Shore 1 e da 249.000 € per l’Eelex 8000. Gli altri cinque cantieri non pubblicano il prezzo, e un preventivo non è un listino.

Quanta autonomia ha una barca elettrica?

Dipende dal gas: l’Eelex 8000 dichiara 100 miglia a 5 nodi e 28 a 30 nodi.

Posso mettere un motore elettrico sulla barca che ho già?

Sì. Su una barca a remi o su un tender basta un fuoribordo portatile, un Torqeedo Travel, un ePropulsion Spirit, un Mercury Avator 7.5e o un Remigo, e lo scafo non si tocca. Per una barca più pesante si sale a un Torqeedo Cruise o agli Avator 75e e 110e, che lavorano con batterie collegate da 5.400 Wh. Se il motore entra sulla tua poppa lo verifica il rivenditore, con le misure dello scafo davanti.

Serve una colonnina in porto per ricaricare una barca elettrica?

Non sempre, ma serve una presa vicina all’ormeggio e il tempo per usarla. Il C-8 di Candela accetta 11 kW in alternata e 135 kW in continua dove il porto li offre; un fuoribordo portatile, invece, si stacca con la sua batteria e si ricarica in casa.

Una barca elettrica è davvero più silenziosa?

Sì, e chi fa il bagno non ti sente arrivare: sottocosta rallenta e tieni la rotta larga.

Quanta corrente consuma una barca elettrica?

Solo Candela ha pubblicato un conto vero: per la traversata del Baltico dichiara 213 kWh comprati in 150 miglia nautiche e da 40 a 50 € di elettricità in tutto. Fanno 1,4 kWh per miglio arrotondati, calcolo nostro sui numeri del cantiere.

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