SUP elettrico, come funziona e cosa costa

Motore in fabbrica o kit sulla pinna della tua tavola, con i dati dei produttori letti a settembre 2026

Ultimo aggiornamento:

Che cos’è un SUP elettrico

In Italia «SUP elettrico» vuol dire due oggetti che non c’entrano l’uno con l’altro: la pompa elettrica che si attacca alla presa dell’auto e gonfia la tavola, e la tavola che ha un motore elettrico sotto lo scafo. Qui si parla solo della seconda. La pompa la trovi in qualsiasi negozio di SUP e non le serve una pagina.

Una tavola da stand up paddle con la spinta elettrica, che i cataloghi chiamano anche e-SUP, può uscire dalla fabbrica con motore e batteria già dentro lo scafo. Oppure compri un kit e lo monti nella scatola della pinna della tavola che hai già. SipaBoards vende tutte e due le versioni dallo stesso negozio, JAYKAY e Aqua Marina solo la pinna motorizzata, Bixpy un fuoribordo compatto, con l’adattatore per il SUP venduto a parte.

Il motore non manda in pensione la pagaia. Decidi tu quanto lavoro fare: pagaiare e basta, tenere una spinta leggera che regge l’andatura oppure lasciare tutto al motore e stare in piedi a guardare la riva. È questo che rende la tavola utile a chi fa tour lunghi, a chi esce con i bambini, a chi pesca o fotografa dalla tavola e a chi ha una spalla che non regge un’ora di pagaiata contro vento. L’adrenalina sta altrove: l’efoil vola sopra l’acqua, il jetboard plana e va forte, il SUP elettrico scivola al passo di chi pagaia bene e lo tiene finché dura la batteria.

Il caso tipico è il rientro. Sul lago la brezza del pomeriggio se la ritrova contro chi è uscito con la calma del mattino, e con la sola pagaia il ritorno diventa un lavoro di braccia. Con il motore acceso tieni un’andatura costante fino alla spiaggia, in piedi, con il fiato per parlare.

Tre tavole da stand up paddle senza motore, viste dall’alto su un lago vulcanico

Come spinge il motore di un SUP elettrico

Ogni SUP elettrico ha una batteria e un piccolo motore; a cambiare è il modo di spingere, a elica libera o a getto. L’elica libera è la soluzione più semplice e la più sensibile a quello che galleggia: un pezzo di corda, una busta, un ciuffo di alghe. Il getto accelera l’acqua dentro una carenatura e la butta fuori dietro, e sotto la tavola niente gira allo scoperto. Chi esce spesso fra alghe e canneti sceglie in base a questo più che alla velocità. Il gas lo dai con un telecomando o con un comando a livelli, e quasi tutti i sistemi hanno più marce, dalla spinta leggera che risparmia la batteria alla piena potenza. Con l’uno o con l’altro, all’inizio dai gas piano e lasciati il tempo di capire come risponde la tavola.

Quanto dura una carica lo dicono i produttori, e lo dicono ciascuno a modo suo. Le pagine delle tavole SipaBoards, rilette il 5 ottobre 2026, danno fino a 3,5 ore di crociera con i due pacchi da 90 Wh in dotazione, 3 ore sulla BMW Tourer. JAYKAY scrive che la sua pinna e-Fin 2.0, con la batteria da 180 Wh, va da mezz’ora a 4 ore secondo velocità e uso; in modalità pagaia, come semplice aiuto, arriva a 4 ore. Aqua Marina dà alla BlueDrive S fino a 60 minuti. Bixpy, per il pacco PP-378, parla di oltre 75 minuti a piena potenza o di 10 ore a velocità di traina. Messi insieme, questi numeri danno circa un’ora a tutto gas e molto di più in assistenza: è una stima nostra, perché un numero comune i produttori non lo pubblicano. Durate e pacchi batteria li abbiamo ripresi dalle schede il 12 settembre 2026.

Il vantaggio pratico sta nel fondale. Un SUP elettrico lavora in acqua bassa perché sotto la tavola sporge solo il motore, e niente ala su un albero come nel SUP foil. Alghe e canneti sono l’altra faccia della medaglia: si avvolgono su un’elica in pochi secondi e tappano la presa di un getto in poco più tempo, e le secche coperte di vegetazione si aggirano al largo.

Con la carica si ragiona a terzi: uno per l’andata, uno per il ritorno e uno che non si tocca, perché è la riserva. Esci controvento quando puoi. La fatica la fai subito, e al rientro vento e motore spingono dalla stessa parte. Contro una brezza tesa il motore beve molto più che sull’acqua piatta, e il livello si guarda prima di ogni partenza. Il terzo di riserva è quello che ti riporta a riva se la brezza gira a metà strada.

Tavola integrata o kit da montare

La scelta si fa prima di pagare, e di solito bastano tre domande. Hai già una tavola che ti piace? Allora il kit è la strada corta, perché nessuno ti obbliga a vendere uno scafo che funziona. Il motore sarà il centro dell’uscita o un aiuto ogni tanto? Se vuoi uscire a motore la maggior parte delle volte, la tavola integrata ti dà scafo, motore e batteria disegnati insieme; per una spinta occasionale basta un kit. Come porti e dove tieni la tavola? Il motore integrato pesa, e quel peso lo senti ogni volta che vai dalla macchina all’acqua.

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Tavola integrata e kit da montare a confronto
Tavola integrataKit da montare
Per chiCompri tutto insieme e vuoi il motore dal primo giornoHai già una tavola e vuoi una spinta quando serve
Velocità dichiarataSipaBoards: da 3 a 4 nodi di crociera secondo il modello, cioè da 5,56 a 7,41 km/hAqua Marina BlueDrive S: fino a 4 km/h in marcia bassa, fino a 6 km/h in marcia alta
Autonomia dichiarataNon riportata qui; SipaBoards vende il pacco di ricambio da 90 Wh a 207 € e quello da 180 Wh a 403 €JAYKAY e-Fin 2.0 da mezz’ora a 4 ore; Aqua Marina BlueDrive S fino a 60 minuti; Bixpy PP-378 da 75 minuti a 10 ore
PrezzoDa 2.599 a 3.990 € con IVA al 22%, i sei modelli della gamma attuale SipaBoardsDai 499 € della pinna JAYKAY; Bixpy K-1 1.399 $, più 99 $ per l’adattatore da SUP
Punto di forzaScafo, motore e batteria progettati insieme; niente attacco da verificareCosta meno e la tavola che hai resta in servizio
Punto deboleCosta di più e il peso del motore lo porti anche nei giorni in cui pagai e bastaL’attacco nella scatola della pinna non è standard e va verificato prima di pagare
Schede e listini dei produttori (consultati il 12 settembre 2026, prezzi riletti il 5 ottobre 2026). I prezzi SipaBoards sono quelli di listino della gamma attuale, lordi con IVA al 22%, derivati dai valori netti che il negozio pubblica nei suoi dati strutturati. Prezzi indicativi, salvo errori.

Nei kit il dettaglio che conta più del prezzo è l’attacco. Quasi tutti entrano nella scatola della pinna, e le scatole non sono standardizzate: la forma cambia da tavola a tavola e da anno ad anno. Controlla prima di comprare che il kit sia dichiarato compatibile con la tua scatola, o che il produttore venda l’adattatore giusto, come fa Bixpy con il pacchetto adattatore per SUP a 99 $. Un motore che vibra nell’attacco butta via una parte della spinta, e la spinta persa la paghi in batteria.

Un dato che ti serve e che non trovi è il peso massimo del rider. Al 12 settembre 2026 nessuno dei produttori di kit lo stampa accanto al motore, e senza quel numero due kit non si confrontano su dati ufficiali; resta la portata della tua tavola, se chi l’ha costruita la pubblica.

Sei tavole in euro e i kit Bixpy solo in dollari

I prezzi in euro e in dollari vengono dai listini online dei produttori, riletti il 5 ottobre 2026. SipaBoards è il produttore che copre tutte e due le famiglie con un listino in euro: è il metro di questa pagina. Le tavole integrate della gamma attuale sono sei. La Neo Silver e l’E-Angler aprono a 2.599 €, l’Alpha One Allrounder sta a 2.900 €. La Tourer Silver e l’Allrounder Silver costano 2.999 €, la BMW Tourer chiude a 3.990 €. Il SipaDrive 2.1 costa 1.690 €, e con il GPS, il ricevitore satellitare per la posizione, sale a 1.990 €. Non è però un kit per una tavola qualsiasi: SipaBoards lo costruisce per integrarlo nelle sue tavole.

Quei prezzi sono lordi con l’IVA al 22% e li abbiamo derivati noi dai valori netti che il negozio espone nei suoi dati strutturati, 2.377,05 € per l’Alpha One. A schermo il sito stampa una terza serie di cifre che non coincide né con la netta né con la lorda, e per questo la cifra lorda di questa pagina è sempre calcolata da noi.

Le velocità di crociera SipaBoards le scrive in nodi. Neo Silver, Allrounder Silver ed E-Angler fanno 3 nodi, l’Alpha One 3,5 e la Tourer Silver 4. In km/h vuol dire da 5,56 a 7,41. La fascia da 6 a 10 km/h che circola per la categoria non regge su questi dati. Il limite basso dei 6 km/h sta già sopra le tre tavole da 3 nodi, e per il limite alto non c’è una scheda che lo sostenga. Sulle schede lette la forbice vera va dai 4 km/h della marcia bassa di Aqua Marina ai 7 o 8 km/h di punta che JAYKAY scrive per la sua pinna, ed è questa la forbice che trovi nel confronto con l’efoil.

Bixpy vende solo in dollari. Il K-1 Outboard Kit costa 1.399 $, o 1.299 $ nei pacchetti con prodotti di altri marchi; il K-1 Angler Pro Outboard Kit Only sta a 1.699 $. L’adattatore per montarlo su un SUP è a parte e costa 99 $. Un prezzo in euro dal produttore non esiste: bixpy.eu rimanda a bixpy.com e un negozio per l’Italia non c’è. Occhio a non confondere i prodotti: l’N-3 a 2.499 $ è un fuoribordo da barca, non un kit da SUP. Sulla pagina del prodotto il pacco PP-378 dichiara oltre 75 minuti a piena potenza o 10 ore in traina.

JAYKAY vende la pinna e-Fin 2.0 a 499 € di listino sul suo negozio online, ed è il kit completo più economico fra quelli letti. Aqua Marina pubblica per la BlueDrive S un motore da 240 W e una batteria da 11,1 V e 8,8 Ah. La marcia bassa arriva fino a 4 km/h, l’alta fino a 6 km/h. Aqua Marina ha in catalogo anche le BlueDrive X e K, che non abbiamo letto. Una velocità la stampa anche JAYKAY, nella scheda tecnica della e-Fin 2.0: da 7 a 8 km/h di punta. Bixpy invece dichiara la spinta del motore e non la velocità.

SUPJET compare ancora in molte liste e in molte ricerche, e non lo trovi da nessuna parte. Al 12 settembre 2026 supjet.com rimanda a procomeng.com, una società di ingegneria che con le tavole non ha niente a che fare, e supjet.eu non risponde. Nessun negozio da controllare, nessun listino da leggere: lo segnaliamo come marchio non più raggiungibile, non come tavola da comprare.

Regole in Italia, a cominciare dai laghi lombardi

Nelle acque lombarde dei laghi di Como, Iseo, Maggiore e Lugano un SUP con il motore ha un argomento in più: sta in un’ordinanza regionale. L’ordinanza del Presidente della Giunta regionale della Lombardia 58600 del 3 luglio 1997, al Titolo I, punto 1, letta il 12 settembre 2026, dice per i primi 50 metri dalla riva di quei laghi che «la navigazione è consentita ai natanti a vela, a remi, a pedale e alle tavole a vela, nonchè ai natanti muniti di motore elettrico con potenza non superiore a 3HP (2,208 Kw), ad una velocità inferiore a 5 nodi». Il motore da 240 W che Aqua Marina dichiara per la BlueDrive S sta molto sotto quel limite.

Sul Lario l’ordinanza 1/2026 dell’Autorità di Bacino del Lario, firmata il 20 febbraio 2026 e letta il 12 settembre 2026, all’articolo 4 mette fra i natanti minori i SUP e le «tavole autopropulse o non autopropulse». Si esce solo «da un’ora dopo l’alba fino al tramonto», a una distanza «di almeno 10 metri» dagli altri natanti e con il «giubbotto di salvataggio omologato» sempre indossato. Se un SUP con il motore rientri fra i natanti elettrici dell’ordinanza regionale, e che cosa valga sugli altri laghi, lo decide l’ente che governa l’acqua: gli atti letti, con articolo e data, stanno nella normativa per l’efoil. È una nostra lettura dell’atto e non un parere legale.

Prima ancora di caricare la macchina guarda le previsioni, e lascia detto a qualcuno a terra dove vai e a che ora pensi di rientrare. In acqua il motore ti porta lontano da riva senza che te ne accorga, ed è lì che il dispositivo di aiuto al galleggiamento addosso conta più che a pagaia. Se cadi, il leash tiene la tavola attaccata a te prima che il vento se la porti via. E se sul lago monta un temporale punti a riva subito: su un bacino grande il vento arriva in pochi minuti.

Vicino a riva il fondale sale in fretta: negli ultimi metri tieni il motore spento o alzato, perché la pinna motorizzata tocca il fondo prima dello scafo. Vale anche alla partenza: i primi metri si fanno a pagaia, finché sotto la pinna non c’è abbastanza acqua.

Il primo giro con il motore

Partire con un motore sotto la tavola non è più difficile di una normale uscita a pagaia; cambia la lista delle cose da fare prima. L’ora giusta è quella in cui il lago è piatto, e sui laghi vuol dire il mattino presto, prima che entri la brezza: acqua liscia, riva vuota e il rumore del motore che si sente appena. D’estate a metà giornata la rotta la decidono i bagnanti. Stai largo dalle spiagge e cerca la riva senza stabilimenti. In primavera e in autunno l’acqua è vuota e più fredda: la muta torna utile e la batteria dura meno di quanto dura a luglio.

  1. A casa: carica la batteria e il telecomando, poi controlla che motore, pinna e viti siano serrati.
  2. Il posto e il momento: un giorno senza vento e un tratto di riva che conosci, lontano da bagnanti e pontili.
  3. Il fondale: la tavola va in acqua bassa, ma sotto il motore deve restare abbastanza acqua perché non tocchi mai il fondo.
  4. I primi minuti a pagaia, senza motore. Un kit montato o un motore integrato spostano un po’ l’equilibrio, e con la tavola va ripresa confidenza.
  5. La marcia più bassa, in linea retta. Senti come la tavola prende velocità e quanto continua a scivolare quando molli il gas, poi sali di livello.
  6. Fermarsi e girare in acqua libera. Una virata a motore non è una virata a pagaia.
  7. Il rientro presto, con un terzo di batteria ancora dentro. L’ultimo tratto lo puoi sempre fare a pagaia, e la riserva resta intatta.

Al parcheggio non si ricarica: una carica completa va da un’ora per un pacco SipaBoards da 90 Wh a circa cinque ore per il PP-378 di Bixpy. La batteria quindi si carica a casa la sera prima, così al mattino la tavola è pronta quando il lago è ancora piatto. In acqua la marcia alta non si mette subito. Rende la tavola nervosa e scarica la batteria più in fretta di qualsiasi altra, e ci si arriva dopo qualche minuto in linea retta.

Per chi è fatto, e per chi no

Il motore paga di più su un tour lungo, quando la distanza non la decidono più le spalle: è la differenza fra rientrare quando lo decidi tu e rientrare quando le braccia non ne hanno più. Con i bambini a bordo vuol dire un rientro a ritmo prevedibile anche con il vento girato. Chi pesca o fotografa dalla tavola ha uno scafo che continua ad avanzare mentre le mani fanno altro. Una spalla che regge un’ora e non due smette di decidere la durata dell’uscita. E per chi cerca un’ora sull’acqua tranquilla, senza velocità e senza brividi, il motore è la parte silenziosa del giro.

Lascia perdere se cerchi velocità e adrenalina: quelle stanno sul jetboard e sull’efoil, e il volo sopra l’acqua è solo dell’efoil. Chi pagaia per allenarsi si ritrova sotto il pollice una scorciatoia che non gli serve, e ogni tratto fatto a motore è un tratto tolto all’allenamento. E chi viaggia leggero mette in conto i chili di motore e batteria, oltre alla ricarica della sera prima e a un pezzo in più da sciacquare dopo ogni giro.

Il peso complessivo di motore e batteria non era fra i dati letti il 12 settembre 2026 e qui non lo stimiamo. Leggilo sulla scheda del modello che stai guardando: è il numero che decide se la tavola la porti da solo fino alla riva.

Cura del motore e fine stagione

Quasi tutto il lavoro riguarda la batteria e l’attacco, e si fa con acqua dolce e un po’ di ordine. Un’officina non serve: basta che sabbia e alghe non restino nell’attacco e che la batteria non cuocia al sole.

  • Dopo ogni giro sciacqua motore e attacco con acqua dolce. Sabbia e alghe si tolgono subito dalla presa del getto o dall’elica, perché è lì che si fermano.
  • La batteria non resta mai al sole, né sulla spiaggia né in macchina. All’ombra, sempre.
  • Per ricarica e conservazione segui le istruzioni del produttore, e come regola generale non riporre mai una batteria completamente scarica se deve restare ferma a lungo.
  • Su un kit ricontrolla i bulloni dell’attacco di tanto in tanto durante la stagione: le vibrazioni li allentano piano e senza rumore.
  • A fine stagione una tavola gonfiabile si mette via pulita e asciutta del tutto, e la batteria sverna in casa, dove non gela.

Al primo giro dell’anno, prima di entrare in acqua, controlla batteria, connettori, attacco e telecomando: se in autunno hai riposto tutto con calma, di solito in primavera non c’è niente da riparare.

Cosa cambia rispetto all’efoil

Sotto un SUP elettrico sporge solo il motore e la tavola resta appoggiata sull’acqua: si va in piedi, alla velocità di una pagaiata sostenuta, e chi esce con la famiglia non resta indietro. Sotto l’efoil c’è un albero con un’ala che solleva la tavola sopra la superficie, e per arrivarci servono ore di pratica e molta più attenzione. Cambia anche l’acqua che serve: il SUP elettrico lavora dove il fondale è basso, l’efoil ha bisogno di profondità sotto l’albero.

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SUP elettrico ed efoil a confronto
SUP elettricoEfoil
Cosa faiScivoli sull’acqua in piedi, con la pagaia in manoVoli sopra l’acqua su un’ala
VelocitàDa circa 4 a 8 km/h (dati Aqua Marina, SipaBoards e JAYKAY)Fra i 36 km/h circa della Waydoo Flyer EVO Lite e i 60 km/h dell’HydroFlyer FF; la Flite RACE dichiara fino a 55 km/h solo nella versione Jet C, con la girante RACE
ImpararePochi minuti, se sai già stare su un SUPOre di pratica, meglio con un istruttore
Acqua bassaVa bene, perché sotto la tavola sporge solo il motoreServe fondale, perché l’albero scende sotto la tavola
PrezzoDa 2.599 a 3.990 € con IVA al 22% la tavola integrata SipaBoards, da 499 € il kitDa 4.999 € IVA esclusa (SiFly Rider) o 5.807 € IVA inclusa (Waydoo Flyer EVO Lite), spedizione a parte
Per chiTour, famiglie, pescaChi vuole volare
Cifre dei produttori (consultate il 12 settembre 2026, prezzi riletti il 5 ottobre 2026). Prezzi indicativi, salvo errori.

Se sei indeciso fra i due, o vuoi vedere dove si collocano il jetboard e le tavole gonfiabili senza marchio, la tavola da surf elettrica mette le quattro famiglie una accanto all’altra. Il prezzo delle tavole da surf elettriche parte dai 499 € della pinna JAYKAY, e per gli efoil dal SiFly Rider a 4.999 € IVA esclusa o dalla Waydoo Flyer EVO Lite a 5.807 € IVA inclusa; i listini sono quelli letti a settembre e ottobre 2026.

Per l’efoil la prima ora si prenota con una delle scuole elencate nella pagina sul noleggio efoil, dove prezzo dell’ora e giorno del controllo stanno accanto a ogni operatore. Per il SUP elettrico la prova migliore è la tua tavola con un kit preso in prestito, che ti dice anche se l’attacco entra nella scatola della pinna. Altrimenti basta un pomeriggio con chi ne ha già uno. Il motore lo giudichi al rientro controvento, quando la batteria ha già lavorato per l’andata.

Domande frequenti

Che cos’è un SUP elettrico?

Un SUP con il motore elettrico sotto la tavola, messo in fabbrica oppure montato dopo nella scatola della pinna. Nelle ricerche porta lo stesso nome la pompa che gonfia la tavola, ed è un altro oggetto.

Quanto va veloce un SUP elettrico?

Poco, ed è voluto. Le SipaBoards viaggiano in crociera fra i 3 e i 4 nodi, a seconda della tavola. Aqua Marina dà alla pinna BlueDrive S due marce, fino a 4 e fino a 6 km/h, e la scheda tecnica JAYKAY porta la pinna e-Fin 2.0 a una punta di 7 o 8 km/h. Per il rientro controvento conta più la marcia bassa che la velocità massima.

Quanto costa un SUP elettrico?

Nella gamma attuale di SipaBoards una tavola integrata va dai 2.599 € della Neo Silver e dell’E-Angler ai 3.990 € della BMW Tourer, prezzi di listino con l’IVA slovena al 22%. Un kit da montare costa meno: la pinna JAYKAY e-Fin 2.0 sta a 499 €, IVA e spedizione standard comprese. Bixpy chiede 1.399 $ per il K-1 Outboard Kit, in dollari e basta, e altri 99 $ per l’adattatore da SUP. I tre negozi li abbiamo riletti il 5 ottobre 2026. Il SipaDrive 2.1 con GPS, a 1.990 €, non conta come kit: SipaBoards lo fa per le sue tavole, non per quella che hai già.

Posso montare un motore su un SUP normale?

Sì, i kit nascono per quello: l’attacco va nella scatola della pinna e la tavola che hai diventa una tavola a motore. Verifica prima che la scatola sia del tipo giusto per quel kit, perché uno standard non c’è.

Quanto ci vuole per imparare?

Minuti, se sai già stare in piedi su un SUP; da zero, prima la pagaia e poi il motore.

Cosa succede se la batteria si scarica in acqua?

Niente di grave: resta una tavola da SUP e torni a pagaia. Per questo la pagaia sale a bordo sempre e il rientro si decide con un terzo di carica ancora dentro.

I kit vanno bene su un SUP gonfiabile?

Quasi tutti, perché l’attacco entra nella scatola della pinna e non nel ponte; conta la forma della scatola.

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