La barca elettrica Alfastreet 23 Cabin Evo Electric con la cabina, vista di tre quarti da poppa su acqua piatta

Le barche elettriche Alfastreet

18 Open e 23 Cabin Electric del cantiere sloveno a un’ora da Trieste, e cosa si può ancora verificare

Ultimo aggiornamento:

Un cantiere sloveno dietro Trieste

Sežana, cittadina del Carso sloveno a pochi chilometri dal confine con il Friuli Venezia Giulia, è la sede che Alfastreet Marine indicava per il suo cantiere. Da Trieste è un’ora di strada.

A un armatore italiano questa vicinanza serve più di una riga di catalogo. Con una sede ancora attiva, una visita al cantiere sarebbe una mattinata invece di un viaggio organizzato, e lo stesso varrebbe per un ricambio da ritirare o per un tecnico da far arrivare al posto barca. Il sito del cantiere, però, il 12 settembre 2026 non rispondeva. La Slovenia usa l’euro, quindi preventivi e fatture arrivano nella stessa valuta di un rivenditore italiano.

C’è poi la consegna. Una barca da giornata viaggia su strada sopra un carrello, e da Sežana fino al tuo lago è un trasporto che qualcuno deve organizzare e pagare. Fallo scrivere nell’offerta con una cifra, insieme al nome di chi si occupa del varo all’arrivo.

Per chi tiene la barca lontano dal Carso la distanza è vera. Lì la domanda utile non riguarda più il cantiere. Riguarda chi, vicino al tuo ormeggio, fa tagliandi e riparazioni per conto del marchio. Va posta prima di firmare.

Anche misura e propulsione parlano di acque interne. Le Alfastreet sono barche da giornata, abbastanza grandi per una famiglia che resta fuori dal mattino alla sera e non così grandi da rendere l’ormeggio la parte difficile dell’uscita. Il regolamento della Provincia di Viterbo per il lago di Bolsena, del 17 luglio 2025, consente la navigazione tutto l’anno «ai natanti da diporto dotati di solo motore elettrico» (art. 38, comma 2, letto l’11 settembre 2026). La pagina sulla barca elettrica riporta altri testi letti sui laghi italiani, ciascuno con il suo articolo; la pagina sulla normativa per l’efoil raccoglie gli atti letti per le tavole a motore. Per un cantiere che dichiarava di disegnare le sue carene per l’acqua interna, il motore elettrico non era un’aggiunta a una barca pensata per il mare.

Come si presentava il marchio

Del marchio si sa ancora come si descriveva finché il sito rispondeva. Alfastreet Marine si presentava come costruttore di barche elettriche da lago e di barche da giornata, nella fascia medio alta. Stava sopra le barche d’ingresso prodotte in grandi numeri e sotto il lusso su misura dove gioca Frauscher. Le carene nascevano per l’acqua interna e il mare aperto non era il loro obiettivo.

Il motore elettrico calza bene alla categoria che i cataloghi chiamano “day boat”, e il motivo sta nell’uso. Si esce qualche ora, si rientra la sera e nessuna traversata lunga chiede l’autonomia di un cabinato da crociera; e si naviga anche vicino a riva, proprio dove un fuoribordo si sente di più. La pianta segue lo stesso uso: sedute per un gruppo, la plancetta per il bagno, un posto per borsa frigo e asciugamani e nessuna cuccetta vera.

Rumore a bordo in crociera e manutenzione a fine stagione: stando a come si presentava, erano queste le voci su cui il cantiere disegnava le carene Alfastreet. Sull’onda corta del mare mosso si ragiona al contrario, perché lì la carena deve prima di tutto incassare i colpi.

Il video porta il nome della 28 Cabin, un modello di cui non abbiamo dati. Le due barche confrontate nella sezione sui modelli sono la 18 Open e la 23 Cabin Electric.

Un dominio in vendita al posto del cantiere

Fino a quest’anno quasi tutto quello che si leggeva su Alfastreet arrivava da un indirizzo, alfastreet-marine.com. Lo abbiamo aperto il 12 settembre 2026 e al posto del cantiere abbiamo trovato un dominio parcheggiato. La pagina è un piccolo script di 114 byte che rimanda a una seconda pagina e poi a forsale.godaddy.com, dove il nome è in vendita. Abbiamo provato anche alfastreetmarine.com e alfastreet-marine.si, e nessuno dei due indirizzi risolve.

Per questa pagina il cambiamento è sostanziale. Gamma, lunghezze e dotazioni che trovi citate in giro non hanno più una fonte del costruttore da controllare, e qui non le ripetiamo come fatti. Se il cantiere abbia chiuso, cambiato nome o solo lasciato scadere il dominio non lo sappiamo: per nessuna delle tre ipotesi abbiamo trovato un documento da leggere.

Il sito spento pesa anche su chi ha già una barca o ne sta valutando una usata. Da lì arrivavano le foto ufficiali e le presentazioni dei modelli, e senza quell’archivio la sola documentazione affidabile è quella consegnata con la barca. Per una barca in trattativa chiedi al venditore, in copia, il manuale del proprietario, la scheda di motore e batteria e le condizioni di garanzia originali. Un venditore che le ha ti risparmia settimane di ricerche; uno che non le ha ti racconta qualcosa sulla storia della barca.

L’Alfastreet 23 Cabin Evo Electric con il tettuccio rigido aperto, ferma su acqua calma

La 18 Open e la 23 Cabin Electric

Nella gamma che circolava fino al 2026 spiccavano due modelli. La 18 Open è la barca aperta e compatta, pensata per uscire senza preparativi; la 23 Cabin Electric è più grande e aggiunge la cabina. Le foto di questa pagina mostrano la 23 nella versione Cabin Evo.

Scorri la tabella per vedere le altre colonne

Alfastreet 18 Open e 23 Cabin Electric a confronto
18 Open23 Cabin Electric
Lunghezzan.d.n.d.
Impostazionebarca aperta da giornatabarca elettrica con cabina
Uso tipicogiri brevi e soste per il bagnogiornate intere, più riparo a bordo
Prezzo (indicativo)n.d.n.d.
n.d. indica che il produttore non pubblica il dato, non che il dato non esista: il sito del cantiere il 12 settembre 2026 non era raggiungibile. Impostazione e uso tipico seguono il nome del modello, non una scheda tecnica.

Prezzi qui non ne trovi, e il motivo è cambiato. A luglio la ragione era che le cifre in circolazione si contraddicevano; adesso manca proprio il listino del costruttore da cui partire. Delle sette marche messe a confronto nella guida alla barca elettrica, a settembre 2026 solo RAND e X Shore stampano un prezzo sul proprio sito. Alfastreet un listino pubblico affidabile non lo aveva neppure prima.

Per la stessa ragione sono uscite dalla tabella anche le lunghezze. Una misura che nessuno può più controllare rischia di passare da una pagina all’altra come un fatto, e non vogliamo essere un anello di quella catena. Se hai davanti una barca vera, la lunghezza fuori tutto sta nei documenti che l’accompagnano, oppure la misuri sul piazzale con un metro, da poppa a prua. Il confronto con altri cantieri resta possibile ma cambia natura: di Frauscher o di RAND oggi leggi la scheda sul sito del costruttore, di Alfastreet solo quello che il venditore ti mette davanti.

L’uso decide più della misura, anche quando i modelli da confrontare sono due. Una configurazione può far sembrare spartano o ricco lo stesso scafo, e dalla foto di catalogo non capisci quale delle due versioni hai davanti. Fatta questa tara, la barca corta e aperta dà il meglio quando decidi di uscire all’ultimo minuto, mentre la lunga con la cabina rende nelle giornate intere, con uno spazio riparato che finalmente si usa.

Porticciolo, accesso al posto barca e auto che traina vanno misurati prima della consegna, perché il giorno stesso è tardi. Una barca più lunga pesa di più sul gancio, chiede un posto più largo e un carrello più robusto per la strada, e con il vento al traverso l’ormeggio riesce meglio in due. La barca grande resta una scelta sensata; aumentano soltanto le cose da verificare. Chi tiene la barca in acqua tutta la stagione e non la traina mai può lasciar perdere la voce del carrello, ma il posto più largo resta da trovare e da pagare ogni anno.

Se i tuoi giri sono corti e la sera ceni a terra, una barca semplice ti dà tutto quello che usi senza farti pagare posti a sedere e una cabina vuota. Il conto cambia quando oggi esci in coppia ma la famiglia o il giro di amici sta crescendo: lì una misura in più regge meglio le estati che verranno. Prima di decidere ripensa alle uscite dell’ultima estate e a chi c’era a bordo: quel conto dice più di qualsiasi scheda e ti mostra se una barca più grande l’avresti riempita davvero.

Poppa dell’Alfastreet 23 Cabin Evo Electric al tramonto, con la plancetta illuminata
L’Alfastreet 23 Cabin Evo Electric ripresa dall’alto con il drone, con il tettuccio, la prua e la plancetta di poppa in vista

L’uso decide fra barca aperta e cabina

Chi pesca dal pontile e chi fa il bagno vicino a riva notano subito una barca che passa senza motore a scoppio. A bordo l’effetto è lo stesso: sparito il ronzio e con lui l’odore di scarico, tornano a sentirsi l’acqua, il vento e il canneto, cioè la calma per cui molti vanno al lago.

Su un’Alfastreet non abbiamo mai navigato. Qui trovi il giro per cui una barca da giornata è disegnata, non il racconto di un’uscita. Parte e torna allo stesso ormeggio fra il mattino e il tramonto; in mezzo ci stanno una baia riparata per dare ancora, il bagno e il pranzo, poi l’altra sponda nel pomeriggio, con il caffè preso a bordo quando il lago è ancora piatto. Se nel pomeriggio il vento si alza, l’ultimo tratto va fatto con calma: è lì che un margine di carica tenuto da parte evita di rientrare con la batteria al limite.

Dopo qualche stagione esce ancora la barca che si adatta a tre usi diversi, mentre le altre restano legate all’ormeggio. C’è il martedì mattina con il lago quasi vuoto e nessuno a bordo oltre a te, c’è la domenica pomeriggio con gli amici e c’è la sera senza vento, con due ospiti e il motore spento a guardare il tramonto dal largo.

Al rientro attacchi il cavo alla presa del posto barca e la batteria si ricarica mentre la barca resta ferma, una routine più semplice di quanto si pensi. Sul ponte intanto non c’è odore di carburante, le vibrazioni quasi non si sentono e le parti in movimento da controllare sono meno. Per tempi di ricarica, colonnine e organizzazione della giornata c’è una sezione apposta nella pagina sulla barca elettrica.

Prima di contare sulla ricarica al pontile conviene sapere cosa arriva davvero alla colonnina. Non tutti i porticcioli danno la stessa corrente a ogni posto barca, e una presa pensata per le luci di bordo non basta a una batteria di trazione. La domanda va fatta al gestore del porto con il modello di caricabatterie in mano, prima di firmare l’ormeggio per la stagione.

Su un lago i giri relativamente brevi sono quelli che a queste barche riescono meglio, perché l’autonomia cambia con il gas. A un’andatura tranquilla la stessa carica dura molto di più che con il gas tutto aperto.

Con bambini piccoli a bordo, o con età molto diverse, l’ombra e un angolo riparato vengono prima di qualche posto a sedere in più, mentre un gruppo di soli adulti si gode di più un ponte aperto e largo. Sono la compagnia, le ore fuori e il sole a spingere verso la 18 Open aperta o verso la 23 Cabin Electric con la cabina; la lunghezza raramente è il nodo.

La cabina si paga due volte. A terra il modello più lungo chiede più spazio e spesso un posto barca più grande, e a fine stagione più spazio chiuso e più dotazioni vogliono dire più cose da mantenere. In cambio dà un tetto, che smette di sembrare un lusso quando il giro si allunga fino a sera o quando nel pomeriggio più caldo tutti cercano l’ombra. Per due ore di bagno e un po’ di sole bastano invece sedute e scaletta, e la barca corta e leggera si sposta e si ricovera con meno fatica.

Sui laghi un temporale d’estate arriva in fretta. Con la cabina lo aspetti all’asciutto invece di correre verso il porto, e lo stesso tetto torna utile a chi resta fuori tutto il giorno o vuole un angolo protetto a bordo. La barca aperta ha un altro pregio: per andare dalla spiaggia alla baia tranquilla e tornare sali, molli gli ormeggi, fai il bagno e sei già a terra.

Salire su tutte e due le configurazioni resta il modo più rapido per capire quale va d’accordo con il tuo modo di uscire. Con Alfastreet oggi è più faticoso che con altri marchi, perché senza un sito ufficiale manca perfino il modulo per chiedere una prova.

Assistenza e posto barca prima dell’acconto

Con un marchio che non ha più un sito ufficiale l’unica verifica che puoi fare di persona è una prova in acqua, da cercare presso i rivenditori di barche elettriche o a un salone nautico. Bastano pochi minuti, purché al timone ci sia tu e a bordo siedano già le persone con cui esci. Guarda quanto ponte resta libero, ascolta quanto rumore arriva al posto di guida, tenta una manovra stretta: capirai in fretta quale impostazione fa per te.

Un tecnico competente al telefono, ricambi che arrivano e tagliandi fatti in tempo: una barca da lago si ripaga solo così, in anni di uscite senza pensieri. Per questo l’assistenza pesa quanto la barca. Sulla carta la geografia aiuta chi compra dall’Italia, con la sede indicata appena oltre il confine sloveno. Oggi però non possiamo confermarti che dall’altra parte qualcuno risponda ancora.

Prima dell’acconto fatti mettere per iscritto chi copre la garanzia, chi tiene i ricambi e chi interviene su batteria e motore, con un nome e un indirizzo per ciascuno.

Sull’usato la stessa richiesta cambia forma. Un venditore privato non può rispondere per un cantiere che tace, e le prove vanno cercate sulla barca: fatture dei tagliandi, età della batteria, chi l’ha controllata l’ultima volta e con quale esito. Su una barca elettrica usata la batteria è il componente da guardare per primo, e senza una scheda del costruttore da consultare la sua storia la racconta solo la carta. Anche una risposta vaga è un’informazione.

Per le basi, dalla propulsione alla gestione di tutti i giorni, parti dalla guida alla barca elettrica. Alla prima barca elettrica serve anche un termine di paragone: accanto a Marian e a Greenline, l’altro cantiere sloveno, si vede dove stava sul mercato la barca di Sežana. Se ti interessa consumare meno alle velocità più alte, dai un’occhiata alle barche con foil.

Il tagliando del motore sparisce e al suo posto arriva la cura della batteria, ma l’inverno resta: rimessaggio, manutenzione e varo in primavera li chiede anche una barca elettrica. Alla consegna arriva meglio chi ha già sistemato tre cose, cioè dove starà la barca e quanto largo deve essere il posto, dove e come la ricarichi e se la colonnina del pontile regge una barca di questa classe.

Domande frequenti

Che cos’è Alfastreet Marine?

Un cantiere sloveno che indicava la sua sede a Sežana (sul Carso, a ridosso di Trieste) e si presentava come costruttore di barche elettriche da lago nella fascia medio alta. Le due barche confrontate su questa pagina sono la 18 Open aperta e la 23 Cabin Electric con la cabina.

Il sito ufficiale di Alfastreet funziona ancora?

No. Il dominio è parcheggiato e messo in vendita, e le varianti dell’indirizzo non rispondono.

Quanto costa una barca Alfastreet?

Qui non stampiamo cifre. Il cantiere non ha più un listino consultabile, e un prezzo raccolto da un annuncio o da un forum non ti direbbe quale configurazione stai pagando. Una cifra vera arriva solo da un’offerta scritta del venditore, con dotazioni e motore elencati.

Per che tipo di acqua sono pensate queste barche?

Acqua interna e riparata, come laghi, bacini e baie tranquille. Il cantiere presentava le sue carene come barche da lago, e il mare aperto con l’onda formata non era il loro terreno.

Dove posso vedere un’Alfastreet dal vivo?

Il canale più affidabile resta un rivenditore di barche elettriche che ne abbia una in consegna o fra l’usato, mentre un salone nautico permette di metterla accanto ad altri marchi nello stesso pomeriggio. Manca un elenco ufficiale dei concessionari, per cui prima di metterti in viaggio telefona e fatti confermare che la barca sia sul piazzale e disponibile per salire a bordo.

Barca aperta o con cabina, quale scegliere?

Dipende da quante ore resti fuori e da chi porti. Per un bagno veloce fra adulti basta la versione aperta; con bambini o giornate lunghe la cabina ripaga lo spazio che occupa.

Un’Alfastreet va bene per una famiglia?

Sì, soprattutto le versioni con cabina, che danno ombra e un riparo ai più piccoli.

Quanto conta avere l’assistenza vicina?

Con un’Alfastreet più che con altri marchi, perché al nostro ultimo controllo il sito del cantiere non rispondeva. Prima dell’acconto fatti dire chi seguirà la barca e dove ha l’officina. Se quell’officina si raggiunge in giornata dall’ormeggio, tagliandi, ricambi e domande tecniche si chiudono in fretta; se è lontana te ne accorgi al primo intervento serio, e la barca la tieni per anni.

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