Un cantiere sloveno dietro Trieste
Sežana, cittadina del Carso sloveno a pochi chilometri dal confine con il Friuli Venezia Giulia, è la sede di Alfastreet Yachts, il cantiere che prima si chiamava Alfastreet Marine. Da Trieste sono una ventina di minuti in auto.
Per un armatore italiano questa vicinanza non è un dettaglio da catalogo. Una visita al cantiere diventa una mattinata invece di un viaggio organizzato, e lo stesso vale per un ricambio da ritirare o per un tecnico da far arrivare al posto barca. La Slovenia usa l’euro, quindi preventivi e fatture arrivano nella stessa valuta di un rivenditore italiano.
C’è poi la consegna. Una barca da giornata viaggia su strada sopra un carrello, e da Sežana fino al tuo lago è un trasporto che qualcuno deve organizzare e pagare. Fallo scrivere nell’offerta con una cifra, insieme al nome di chi si occupa del varo all’arrivo.
Con la barca lontano dal Carso la distanza si fa sentire, e la domanda utile non riguarda più il cantiere. Riguarda chi, vicino al tuo ormeggio, fa tagliandi e riparazioni per conto del marchio. Va posta prima di firmare.
Anche misura e propulsione parlano di acque interne. La gamma di oggi va da 6,6 a 10,1 metri fuori tutto: barche da giornata, abbastanza grandi per una famiglia che resta fuori dal mattino alla sera ma non tanto da trasformare l’ormeggio in un’impresa. Secondo le cifre del cantiere 21 Open, 23 Cabin Evo e 25 Cabin Evo portano 8 adulti, mentre 28 Cabin, 28 Open e 32 Cabin ne portano 12.
Il regolamento della Provincia di Viterbo per il lago di Bolsena, del 17 luglio 2025, consente la navigazione tutto l’anno «ai natanti da diporto dotati di solo motore elettrico» (art. 38, comma 2, letto l’11 settembre 2026). La pagina sulla barca elettrica riporta le regole di altri laghi italiani, ciascuna con il suo articolo; la pagina sulla normativa per l’efoil raccoglie gli atti letti per le tavole a motore. Una pagina in tedesco del vecchio sito di Alfastreet legava la gamma elettrica alle regole sempre più strette per le barche a motore nelle acque interne, soprattutto sui laghi. E già nella flotta del 2014, tre barche in tutto, la Energy 18 era elettrica: un cantiere con più di dieci anni di modelli elettrici alle spalle parte con un vantaggio vero su acque come queste.
Come si presenta il marchio
Alfastreet Marine è il vecchio nome di Alfastreet Yachts, il cantiere che Pockaj d.o.o. gestisce da Sežana. La gamma mette insieme barche elettriche da lago e barche da giornata con modelli entrobordo e fuoribordo, e l’attenzione per l’acqua riparata decide tutto il resto. Il cantiere chiama lusso le sue barche. Nella nostra lettura stanno nella fascia medio alta, sopra le barche di serie più economiche e sotto il lusso su misura di Frauscher. Il mare aperto non è il loro obiettivo.
Quella posizione fra la serie e il su misura ha, per chi compra, un senso concreto. Non tocca accontentarsi della barca di serie più spartana, e non serve il budget di una barca costruita su ordinazione. Materiali, lavorazioni in legno e comodità a bordo, almeno a leggere le descrizioni del cantiere, stanno un gradino più su. È la fascia che cercano molti armatori da lago. Per un cantiere è anche la più difficile da tenere, perché su ogni voce del capitolato bisogna decidere dove non si risparmia.
Il motore elettrico calza bene alla categoria che i cataloghi chiamano “day boat”, e il motivo sta nell’uso. Si esce qualche ora, si rientra la sera e nessuna traversata lunga chiede l’autonomia di un cabinato da crociera; e si naviga anche vicino a riva, proprio dove un fuoribordo si sente di più. La pianta segue lo stesso uso: sedute per un gruppo, la plancetta per il bagno, un posto per borsa frigo e asciugamani e nessuna cuccetta vera. I modelli Alfastreet con la cabina allargano la definizione. Il configuratore del cantiere dà alla 23 Cabin Evo due posti letto in cabina, e la pagina della 28 Cabin Electric descrive un letto king size con il bagno privato.
Una linea netta fra lago e mare il cantiere non la traccia. La sua pagina About Us parla della migliore esperienza su qualsiasi specchio d’acqua, e ogni modello della serie elettrica si vende anche con un motore termico. Tutti i modelli del sito portano la marcatura CE in categoria C, quella per vento fino a forza 6 della scala Beaufort e onde con altezza significativa fino a 2 metri. La 28 Cabin Electric, poi, ha una carena dislocante. Una barca disegnata per il lago calmo segue comunque priorità diverse da quelle di una sportiva fatta per l’onda corta del mare mosso, dove la carena deve prima di tutto incassare i colpi. Sul lago contano il silenzio a bordo in crociera, la comodità all’andatura di trasferimento e una manutenzione leggera a fine stagione, cioè quello che cerca chi arriva al lago il sabato, dopo una settimana di lavoro.
Pagina About Us, pagine modello e configuratore del cantiere letti il 5 ottobre 2026.
Il video viene dal canale Alfastreet Yachts del cantiere e mostra la 28 Cabin. Il costruttore le dà 8,6 metri di lunghezza, 9,8 fuori tutto, e 4.300 kg a vuoto. A bordo porta fino a 12 adulti. Le due barche confrontate nella sezione sui modelli sono la 21 Open Electric e la 23 Cabin Evo Electric, e foto e resto della gamma stanno su alfastreet-yachts.com.
Dal dominio in vendita al sito nuovo
Il vecchio indirizzo del cantiere è alfastreet-marine.com. Lo abbiamo aperto il 12 settembre 2026 e al posto del cantiere abbiamo trovato un dominio parcheggiato. La pagina è un piccolo script di 114 byte che rimanda a una seconda pagina e poi a forsale.godaddy.com, dove il nome è in vendita. Abbiamo provato anche alfastreetmarine.com e alfastreet-marine.si, e nessuno dei due indirizzi apre una pagina.
Il cantiere aveva solo cambiato nome e indirizzo. Nelle copie della Wayback Machine il vecchio dominio rimanda ad alfastreet-yachts.com già a gennaio e a marzo 2024, e lì oggi il marchio si chiama Alfastreet Yachts. Dietro c’è la società che firmava il vecchio sito, Pockaj d.o.o., con lo stesso indirizzo di Sežana e la stessa partita IVA. Sul sito nuovo, letto il 5 ottobre 2026, le pagine modello sono dieci, da 6,6 a 10,1 metri fuori tutto, divise fra serie entrobordo, fuoribordo ed elettrica. La serie elettrica conta quattro modelli, 21 Open, 23 Cabin Evo, 28 Cabin e 28 Open, e secondo il contatore del sito la metà delle barche vendute dal cantiere è elettrica. Dove non diciamo altro, le cifre di questa pagina vengono da lì.
Per chi ha già una barca o ne sta valutando una usata, la documentazione che conta resta quella consegnata con la barca. Chiedi al venditore, in copia, il manuale del proprietario, la scheda di motore e batteria e le condizioni di garanzia originali, e quello che manca chiedilo al cantiere, che sul sito nuovo dà un numero di telefono e un indirizzo email. Un venditore con questi documenti ti risparmia settimane di ricerche; se non li ha, già questo la dice lunga sulla storia della barca.
La 21 Open Electric e la 23 Cabin Evo Electric
Fra i modelli elettrici ne spiccano due. La 21 Open Electric è la barca aperta e compatta, pensata per uscire senza preparativi: 6,3 metri di lunghezza, 6,6 fuori tutto. La 23 Cabin Evo Electric, 6,9 metri e 7,8 fuori tutto, è più grande e aggiunge la cabina, ed è la barca delle foto di questa pagina. La vecchia 18 Open non è più in gamma: la scheda del 2019 le dava 5,4 metri, 5,8 fuori tutto.
Scorri la tabella per vedere le altre colonne
| 21 Open Electric | 23 Cabin Evo Electric | |
|---|---|---|
| Lunghezza | 6,3 m | 6,9 m |
| Lunghezza fuori tutto | 6,6 m | 7,8 m |
| Larghezza | 2,3 m | 2,4 m |
| Peso a vuoto | 1.600 kg | 2.100 kg |
| Persone a bordo | 8 adulti | 8 adulti |
| Posti letto in cabina | nessuno | 2 |
| Impostazione | barca aperta da giornata | barca elettrica con cabina |
| Uso tipico | giri brevi e soste per il bagno | giornate intere, più riparo a bordo |
| Prezzo (indicativo) | n.d. | n.d. |
Prezzi qui non ne trovi. Il sito attuale del cantiere e il suo configuratore online un prezzo non lo mostrano (letti tutti e due il 5 ottobre 2026), e le cifre che circolano altrove si contraddicono fra loro. Delle sette marche messe a confronto nella guida alla barca elettrica, quel giorno RAND e X Shore stampavano prezzi per tutta la gamma, e Marian un prezzo di partenza sulla maggior parte delle sue pagine modello in tedesco. Il vecchio sito di Alfastreet i prezzi di partenza li stampava, nel 2019, ma erano prezzi consigliati franco fabbrica, tasse escluse e senza motore: oggi non dicono quanto costa una barca.
Un prezzo affidabile arriva soltanto da un’offerta scritta, chiesta al cantiere o a un rivenditore che abbia già venduto barche Alfastreet, con motore, batteria e dotazioni su righe separate. Una cifra unica non dice quale propulsore e quanta batteria stai pagando, e accanto all’offerta di un altro cantiere non regge il confronto. Resta la posizione del marchio, e anche quella è una collocazione nostra: fascia medio alta, mentre il cantiere vende le sue barche come lusso.
Le lunghezze in tabella sono quelle delle pagine modello. Per la 21 Open il configuratore online del cantiere indica 6,3 metri come lunghezza fuori tutto, mentre pagina modello e catalogo danno 6,3 metri di lunghezza e 6,6 fuori tutto; qui vale la pagina modello. Su una barca usata la misura giusta resta quella dei documenti che l’accompagnano, oppure la prendi sul piazzale con un metro, da poppa a prua. Il confronto con altri cantieri torna semplice: di Frauscher, di RAND e anche di Alfastreet leggi la scheda sul sito del costruttore.
L’uso decide più della misura, anche quando i modelli da confrontare sono due. Una configurazione può far sembrare spartano o ricco lo stesso scafo, e dalla foto di catalogo non capisci quale delle due versioni hai davanti. Fatta questa tara, la barca corta e aperta dà il meglio quando decidi di uscire all’ultimo minuto, mentre la lunga con la cabina rende nelle giornate intere, con uno spazio riparato che finalmente si usa.
Prima della consegna misura il posto barca e l’accesso e controlla quanto può trainare la tua auto, perché il giorno stesso è tardi. Una barca più lunga pesa di più sul gancio, chiede un posto più largo e un carrello più robusto per la strada, e con il vento al traverso l’ormeggio riesce meglio in due. La barca grande resta una scelta sensata; aumentano soltanto le cose da verificare. Chi tiene la barca in acqua tutta la stagione e non la traina mai può lasciar perdere la voce del carrello, ma il posto più largo resta da trovare e da pagare ogni anno.
Se i tuoi giri sono corti e la sera ceni a terra, una barca semplice ti dà tutto quello che usi senza farti pagare posti a sedere e una cabina vuota. Il conto cambia quando oggi esci in coppia ma la famiglia o il giro di amici sta crescendo: lì una misura in più regge meglio le estati che verranno. Prima di decidere ripensa alle uscite dell’ultima estate e a chi c’era a bordo: così capisci se una barca più grande l’avresti riempita davvero.


L’uso decide fra barca aperta e cabina
Chi pesca dal pontile o fa il bagno vicino a riva se ne accorge subito, quando passa una barca senza motore a scoppio. A bordo l’effetto è lo stesso: sparito il ronzio e con lui l’odore di scarico, tornano a sentirsi l’acqua, il vento e il canneto, cioè la calma per cui molti vanno al lago.
Su un’Alfastreet non abbiamo mai navigato. Qui trovi il giro per cui una barca da giornata è disegnata, non il racconto di un’uscita. Parte e torna allo stesso ormeggio fra il mattino e il tramonto; si comincia con il caffè a bordo sul lago ancora piatto, poi una baia riparata dove dare ancora, fare il bagno e pranzare; più tardi la traversata verso l’altra sponda. Se nel pomeriggio il vento si alza, l’ultimo tratto va fatto con calma: è lì che un margine di carica tenuto da parte evita di rientrare con la batteria al limite.
Dopo qualche stagione esce ancora la barca che si adatta a tre usi diversi, mentre le altre restano legate all’ormeggio. C’è il martedì mattina con il lago quasi vuoto e nessuno a bordo oltre a te, c’è la domenica pomeriggio con gli amici e c’è la sera senza vento, con due ospiti e il motore spento a guardare il tramonto dal largo.
Al rientro attacchi il cavo alla presa del posto barca e la batteria si ricarica mentre la barca resta ferma, una routine più semplice di quanto si pensi. Sul ponte intanto non c’è odore di carburante, le vibrazioni quasi non si sentono e le parti in movimento da controllare sono meno. Per tempi di ricarica, colonnine e organizzazione della giornata c’è una sezione apposta nella pagina sulla barca elettrica.
Prima di contare sulla ricarica al pontile conviene sapere cosa arriva davvero alla colonnina. Non tutti i porticcioli danno la stessa corrente a ogni posto barca, e una presa pensata per le luci di bordo non basta a una batteria di trazione. La domanda va fatta al gestore del porto con il modello di caricabatterie in mano, prima di firmare l’ormeggio per la stagione.
Su un lago conviene restare sui giri brevi, perché l’autonomia dipende da quanto apri il gas. A un’andatura tranquilla la stessa carica dura molto di più che con il gas tutto aperto. Chi guida un’auto elettrica conosce già questo scarto.
Con bambini piccoli a bordo, o con età molto diverse, l’ombra e un angolo riparato vengono prima di qualche posto a sedere in più, mentre un gruppo di soli adulti si gode di più un ponte aperto e largo. Sono la compagnia, le ore fuori e il sole a spingere verso la 21 Open Electric aperta o verso la 23 Cabin Evo Electric con la cabina; la lunghezza raramente è il nodo.
La cabina si paga due volte. A terra il modello più lungo chiede più spazio e spesso un posto barca più grande, e a fine stagione più spazio chiuso e più dotazioni vogliono dire più cose da mantenere. In cambio dà un tetto, che smette di sembrare un lusso quando il giro si allunga fino a sera o quando nel pomeriggio più caldo tutti cercano l’ombra. Per due ore di bagno e un po’ di sole bastano invece sedute e scaletta, e la barca corta e leggera si sposta e si ricovera con meno fatica.
Sui laghi un temporale d’estate arriva in fretta. Con la cabina lo aspetti all’asciutto invece di correre verso il porto, e lo stesso tetto torna utile a chi resta fuori tutto il giorno o vuole un angolo protetto a bordo. La barca aperta ha un altro pregio: per un salto dalla spiaggia alla baia tranquilla sali, molli gli ormeggi, fai il bagno e poco dopo sei di nuovo a riva.
Salire su tutte e due le configurazioni resta il modo più rapido per capire quale va d’accordo con il tuo modo di uscire. Con Alfastreet si comincia dal cantiere, anche dal modulo di richiesta del suo configuratore online.
Assistenza e posto barca prima dell’acconto
La verifica che conta di più la fai di persona: una prova in acqua, da chiedere al cantiere o a un rivenditore di barche elettriche, oppure da cercare a un salone nautico. Bastano pochi minuti, purché al timone ci sia tu e a bordo siedano già le persone con cui esci. Guarda quanto ponte resta libero, ascolta quanto rumore arriva al posto di guida, tenta una manovra stretta: capirai in fretta quale impostazione fa per te.
Una barca da lago vale quello che è costata solo se per anni esci senza pensieri, e questo dipende da un tecnico competente che risponde al telefono, da ricambi che arrivano e da tagliandi fatti in tempo. Per questo l’assistenza pesa quanto la barca. La geografia aiuta chi compra dall’Italia, con il cantiere appena oltre il confine sloveno.
Accanto al cantiere puoi rivolgerti a un rivenditore che abbia già trattato il marchio. In quel caso da lui passano la prova in acqua, l’offerta scritta, i documenti della barca e l’assistenza dopo la consegna, e il venditore si sceglie con la stessa cura della barca.
Prima dell’acconto fatti mettere per iscritto chi copre la garanzia, chi tiene i ricambi e chi interviene su batteria e motore, con un nome e un indirizzo per ciascuno.
Sull’usato la stessa richiesta cambia forma. Un venditore privato non può rispondere per il cantiere, e le prove vanno cercate sulla barca: fatture dei tagliandi, età della batteria, chi l’ha controllata l’ultima volta e con quale esito. Su una barca elettrica usata la batteria è il componente da guardare per primo, e visto che le schede del cantiere non ne danno la capacità, la sua storia la racconta solo la carta. Anche una risposta vaga è un’informazione.
Per le basi, dalla propulsione alla gestione di tutti i giorni, parti dalla guida alla barca elettrica. A chi è alla prima barca elettrica serve anche un termine di paragone: accanto a Marian e a Greenline, l’altro cantiere sloveno, si vede dove sta sul mercato la barca di Sežana. Se ti interessa consumare meno alle velocità più alte, dai un’occhiata alle barche con foil.
Il tagliando del motore sparisce e al suo posto arriva la cura della batteria, ma l’inverno resta: rimessaggio, manutenzione e varo in primavera li chiede anche una barca elettrica. Il giorno della consegna va tutto più liscio se hai già sistemato tre cose, cioè dove starà la barca e quanto largo deve essere il posto, dove e come la ricarichi e se la colonnina del pontile regge una barca di questa classe.




